Danni per almeno dieci milioni di euro
Levante – Si sono concluse ieri sera le ricerche di possibili dispersi nel torrente Sturla, in Valfontanabuona, dopo che alcuni testimoni hanno raccontato di aver visto due auto cadere dal ponte crollato di Carasco. «Le ricerche sono state sospese ieri sera – ha detto Gianni Galliani, responsabile della Protezione Civile di Carasco -. Ho lasciato la postazione alle 7 e nessuno si stava preparando per riprenderle. Dunque si fa sempre più lontana l’ipotesi che ci siano vittime».
Il lavoro degli uomini della Provincia di Genova, coordinati dal commissario Piero Fossati e dallo staff tecnico della viabilità hanno permesso di riaprire gran parte del tracciato della provinciale 42 di Romaggi, strada montana fra i Comuni di San Colombano Certenoli, Mezzanego e Carasco.
A Mezzanego quindici persone hanno passato la notte da parenti e amici perché sfollate dalle loro case minacciate da frane. Due residenti sono stati portati via dalla frazione di Cuneo, irraggiungibile, con l’elicottero. Il sindaco di Mezzanego Danilo Repetto sta perlustrando il territorio dove si sono aperti nuovi canaloni. Sulla provinciale sono venute giù tre fasce e gli alberi da frutto sono sull’asfalto.
«Stiamo stendendo i teloni per contenere i fronti franosi è l’unica cosa che possiamo fare – ha detto Repetto -. Per fortuna non ci sono stati morti né crolli di abitazioni anche se molte sono a rischio». A Borzonasca c’è apprensione per una famiglia rimasta ancora isolata in località Dorbora, tra Borzonasca e Mezzanego, e il timore è che le piogge previste per oggi possano aggravare la situazione.
E adesso, dopo la grande paura c’è la conta dei danni causati all’entroterra del Tigullio dalle violente e abbondanti piogge della notte tra lunedì e martedì. Almeno dieci milioni di euro. A tanto ammonta la prima stima parziale. La cifra è destinata a salire non appena amministrazioni comunali e privati colpiti dall’emergenza ambientale potranno definire con precisione l’importo dei danni subiti a infrastrutture, edifici, locali commerciali, aziende, mezzi di trasporto.
Il pm della procura di Genova Alberto Landolfi, intanto, ha aperto u n fascicolo contro ignoti con l’ipotesi di disastro colposo per il crollo.
Oggi, a Carasco, è prevista una visita del ministro all’Ambiente, Andrea Orlando, che, informato della portata della calamità naturale abbattutasi sul Levante ligure, ha manifestato il desiderio di poter vedere di persona i danni patiti dalle popolazioni di Carasco, Mezzanego, Borzonasca e da alcuni Comuni della val Fontanabuona.
Ieri, invece, sindaci e abitanti dei centri messi in ginocchio dall’ondata di maltempo hanno ricevuto la visita del presidente della Regione, Claudio Burlando, accompagnato da diversi assessori della sua giunta. Oggi scuole chiuse in tutti i centri alle prese con l’emergenza e stato di allerta uno dalle 6 alla mezzanotte di domani, con una particolare preoccupazione per le aree già colpite dagli eventi dell’altra notte.
L’ha deciso la Protezione civile della Regione. Gli esperti di Arpal definiscono la situazione «dinamica»: le aree interessate e il grado di allerta potrebbero variare con il passare delle ore. Oggi sarà ancora una giornata di piogge diffuse e persistenti, con quantitativi anche elevati e non si esclude la formazione di strutture temporalesche organizzate. A impensierire non è solo la quantità di pioggia che potrebbe cadere ma la durata dei fenomeni, responsabile dell’aumento improvviso del livello dei corsi d’acqua.
Il timore è che possa registrarsi una situazione “fotocopia” rispetto a quella avvenuta nel Tigullio e nell’entroterra lunedì notte, dove il maltempo ha colpito duro: il picco massimo di intensità si è verificato a Borzone, con 86 millimetri di pioggia caduta in un’ora, bissato nell’ora successiva (intorno alle 2) con valori analoghi. Un totale di 174,6 millimetri in due ore: un arco di tempo sufficiente a gonfiare a dismisura i corsi d’acqua.