Mezzanego, il boom dei residenti

Mezzanego, il boom dei residenti

Mezzanego – Trecentoventicinque residenti in più in dieci anni. Cinquantaquattro soltanto negli ultimi dodici mesi, dal censimento Istat del 2011 a oggi. Sono i numeri della rinascita di Mezzanego: 1680 anime, in costante espansione, nella profonda Valle Sturla. Dati eclatanti che un po’ sorprendono anche il sindaco Danilo Repetto, ma solo in parte: «Gli ingredienti del nostro sviluppo sono tre: la posizione geografica nell’immediato entroterra costiero, un’edilizia di qualità accompagnata da servizi per l’infanzia e, infine, un’imposizione fiscale limitata».

Dal 2001, la popolazione del Comune è cresciuta del venticinque per cento, più del doppio rispetto ai vicini Carasco e Borzonasca (11,92 e 6,63 per cento). Il simbolo della Mezzanego che verrà, e che in parte già esiste, è il nuovo plesso scolastico. Interamente costruito secondo i criteri della bio-architettura, l’edificio è quasi pronto ad accogliere i 140 bambini iscritti. Ma i posti disponibili sono anche di più, 210 divisi tra scuola dell’infanzia e primaria, ed è probabile che la palestra con i soffitti altissimi e le travi di legno chiaro e i laboratori didattici attireranno alunni anche dai paesi circostanti.

Nata dal costo eccessivo richiesto per adeguare le vecchie strutture fuori norma, la nuova scuola è diventata il fiore all’occhiello del paese. Riscaldamento che scorre sotto i pavimenti, lana di legno per l’isolamento termo-acustico, pannelli solari sul tetto: sembra Bolzano, invece è a Mezzanego che in un anno è stata costruita la prima bio-scuola della Liguria. I bambini ci sono, eppure l’origine della crescita dei residenti non è un boom delle nascite: «Molte giovani coppie hanno scelto di trasferirsi dalla costa ma anche da Genova, realizzando qui il sogno di mettere su casa» spiega il sindaco.

La voglia di campagna, in realtà, è spesso la conseguenza del costo delle case: proibitivo in Riviera e in città, accessibile in questa zona. Qui un appartamento nuovo di 70 metri quadri si può affittare a 500 euro e acquistare con 160 mila. Nella frazione di Vignolo, villette nuove e colorate si affacciano sul torrente. Hanno giardini piccoli e curati, interrotti ogni tanto da un parco giochi. Uno sviluppo edilizio che, secondo il sindaco, non va confuso con la cementificazione: «Abbiamo promosso un’edilizia di qualità, non invasiva per il paesaggio».

Alle 16 la scuola “vecchia” di borgo Prati libera gli alunni delle elementari. Non è antisismica e si trasformerà in appartamenti privati quando verrà inaugurata la nuova, che manterrà il nome in omaggio all’emigrante benefattore “Gualtiero Spinetto”. «Qui sono nata e qui vivo. La popolazione è molto cresciuta ma sono tutte persone che vengono da fuori» dice Andreina Cafferata. «Sono degli anni ’50, l’emigrazione me la ricordo ancora. Oggi al contrario tante coppie vengono qui perché si sta bene e costa meno, anche se bisogna spostarsi per lavorare». Ivana Caldini è piacentina.

Dopo il matrimonio, si è trasferita in Valle Sturla e non lo rimpiange: «Sto benissimo. Il paese offre tutto quello che si può chiedere. Certo, è vita tranquilla. Qui non è la città». I suoi bambini vanno alla primaria. Nel pomeriggio, c’è il dopo scuola e quando l’anno scolastico finisce apre il centro estivo. Tutto all’interno del Comune, perché i servizi per l’infanzia sono un altro asso nella manica di Mezzanego per scoraggiare l’abbandono. Maite Turetto è casalinga e mamma di due bambini. Anche lei è arrivata qui dopo aver comprato casa: «Molti giovani scelgono l’entroterra per risparmiare, perché la costa ligure è molto cara».

Una banca, la posta, un supermercato, il bar, la farmacia: i servizi essenziali ci sono, per le spese più consistenti si va a Carasco o a Chiavari. Mesi fa è andato in pensione il negozio più esotico, quello di tessuti di Farah Abdeslan. A ripopolare il paese, sono stati anche molti cittadini extracomunitari, che oggi rappresentano il 15 per cento della popolazione locale. Il primo a scoprirlo, nell’82, è stato proprio Farah, oggi portavoce della comunità marocchina, la più numerosa. «Da quando sono qua, Mezzanego è cambiato in meglio. La zona di Vignolo, ad esempio, è triplicata. E poi c’è questa bellissima scuola che cambierà il paese». «Qui c’è una mentalità più aperta» dice la moglie Khay Khadeja «a Borzonasca o a Chiavari non ci andrei mai».